LE CAVE DEL COORDINAMENTO

Il lavoro bergamasco, dalla Val Brembana alla Puglia.

Dopo decenni di escavazione a cielo aperto, le nuove tecnologie permettono lo sviluppo delle attività di cava in galleria, conciliando necessità produttive ed esigenze ambientali. In completa sicurezza, le nuove normative e la sempre crescente richiesta di mercato trova così risposte evolute.

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Attualità e innovazione per il legante più antico: la calce
Nata nel 1997 dalla fusione della GnecchiDonadoni di Lecco e della Calce Ghisalbertidi Cedrina, Unicalce è il leader nazionale nella produzione di calce, con impianti dislocati in Lombardia (a Lecco, Brembilla, Sedrina e Lisso), Friuli Venezia Giulia (Rauscedo), Liguria (Genova), Piemonte (Bernezzo), Toscana (Campiglia Marittima), Umbria (Narni), Lazio (Itri) e Puglia (Palagiano). Ad essi si aggiungonogli impianti di premiscelati, di grassello e malte umide e di miscele desolforanti a capo di alcune società del Gruppo, che complessivamente dà occupazione ad oltre 500persone.
In particolare, la Val Brembana rappresenta il polo più importante dell'attività di Unicalce,con i tre impianti produttivi di Lisso, Sedrina e Brembilla, dove è collocata anche la sede e dove, dal 1917, si svolge l'attività di escavazione. Ciò grazie alla presenza di un banco di calcare (Dolomia Conchodon) di circa 100 metri, che appoggia sulle montagne dietro Zogno e Sedrina e si immerge sotto Ubiale, e che rappresenta il solo calcare idoneo alla produzione di calce.
Esauritasi la cava di Sedrina, oggi completamente recuperata sotto il profilo ambientale, Unicalce ha avviato a partire dal1992, prima nel suo settore, una coltivazionein galleria attraverso la realizzazione di 16 camere su due livelli, ciascuna delle quali ha un volume di 560 mila metricubi con dimensioni di 180-200 metri di profondità, 100 metri di altezza e 30 metridi larghezza.La produzione, iniziata nel 2003 dopo un decennio circa di lavori per la realizzazione delle gallerie interne, lunghe circa 20 chilometri, perla viabilità e per l'areazione, si svolge interamente in sotterraneo, dove sono localizzati anche gli impianti di selezione e vagliatura del materiale scavato. Il calcare viene successivamente inviato tramite nastri trasportatori al nuovo forno per la produzione di calce, realizzato nel 2006 con criteri tecnologici di assoluta avanguardia in termini di efficienza e capacità produttiva, oltre che di sicurezza e impatto ambientale.
L'innovativo metodo di coltivazione, che prevede il consumo di ogni camera nell'arco di circa 18 mesi e una produzione annua di circa 400 milametri cubi di calcare, è certamente più costoso e complesso di quello a cielo aperto. Le caratteristiche qualitative del giacimento hanno spinto Unicalce a perseguire questo investimento. Ma per poter continuare a svolgere l'attività industriale in Val Brembana è indispensabile poter utilizzare il giacimento di Zogno.

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